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La terapia antiangiogenica provoca nei pazienti oncologici innalzamento della pressione sanguigna

L’ipertensione è uno dei più frequenti effetti collaterali dell’inibizione sistemica del signaling di VEGF.

L’angiogenesi, nuova formazione di vasi sanguigni, ha un ruolo fondamentale nel processo tumorale. VEGF ( fattore di crescita dell’endotelio vascolare ) e i recettori VEGFR sono considerati degli importanti regolatori del processo angiogenetico.

Dall’analisi dai dati di letteratura è emerso che i pazienti oncologici trattati con inibitori VEGF dovrebbero adottare modifiche nello stile di vita; tuttavia queste strategie non-farmacologiche non sono sempre adatte a pazienti con un performance status alterato a causa di un tumore metastatico e che necessitano di un intervento farmacologico precoce.

Solo uno studio randomizzato ha mostrato un effetto benefico dell’uso dei calcioantagonisti nella prevenzione o nella minimizzazione dell’ipertensione secondaria a terapia antiangiogenica e anche i nitrati sono risultati altrettanto efficaci nel controllo di questo effetto collaterale.

In conclusione, è emerso che al momento mancano studi clinici controllati che affrontino questa tematica.
Le terapie tese ad abbassare la pressione sanguigna dovrebbero essere personalizzate e gli inibitori dell’angiogenesi dovrebbero essere evitati solo nei pazienti che hanno manifestato crisi ipertensive.

Fonte: Annals of Oncology, 2009

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